martedì 10 aprile 2018
7 aprile 2018
Sabato 7 aprile 2018 – Destinazione: Palude di Brabbia.
Un’altra fuga dal quotidiano: a ridosso delle rive meridionali del Lago di Varese troviamo un singolare scampolo di natura compresso fa paesi e superstrade.
L'area, non correttamente segnalata ( ci si perde fra le viuzze del vicino paese di Inarzo) , è situata su un’ex torbiera, sfruttata fino alla fine della seconda Guerra Mondiale e riconosciuta come Riserva Naturale dalla Regione Lombardia nel 1983. Provincia di Varese e Lipu gli Enti individuati per la sua salvaguardia.
La giornata è particolarmente fredda. Nuvole, vento gelido. La natura abbozza i primi segnali della primavera. Gemme sugli alberi, qualche arbusto in fiore, una distesa di vinca blu nel sottobosco e l’aglio selvatico pronto a fiorire.
Un sentiero poco battuto ci conduce nel cuore del bosco: giganteschi Platani e Tigli fanno da padroni. Sui loro tronchi sono alloggiati rifugi in legno per i volatili più piccoli. Numerosi alberi portano il segno del passaggio dei picchi. Sotto, rovi intricati di pungenti rose canine pronti a fiorire.
Quasi impossibile estraniarsi dal quotidiano rumore della civiltà circostante. Solo a tratti godiamo, come fossimo in una favola, dell’incanto del silenzio assoluto rotto dal richiamo degli uccelli. ( superstrada - aeroporto - campanili in festa, sfoggiano fastidiosi decibel a raffica)
Abbiamo però il non comune privilegio di battere il sentiero da soli: il nostro passaggio è seguito e scortato da numerosissimi volatili che, rimbalzando da un ramo all’altro, ci tengono sotto tiro.
Quasi impossibile ritrarli in foto: troppo lontani i loro punti di osservazione. L’unica occasione documentata è quella di uno splendido esemplare di usignolo, che si è esibito a pochi metri da noi.
Dal bosco, proseguiamo verso la zona paludosa, circondata da flessuosi canneti. Un laghetto ospita alcuni esemplari di germani reali e di folaghe non abituati alla presenza dell’uomo. ( Si allontanano in pochi secondi, appena avvertono il nostro arrivo).
Tutto intorno, la natura ci accoglie con il suo abbraccio.
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