sabato 24 marzo 2018

24 marzo 2018 - Oasi Lipu - Cesano M.no

Primavera solo sulla carta: la giornata di oggi è quasi autunnale. Cielo coperto, vento appena presente, ma gelido, natura ancora assopita.
L'Oasi Lipu di Cesano Maderno è pressoché deserta: ci siamo noi e un paio di persone con cani al seguito. Meglio così, questi luoghi sono ancora più affascinanti se vissuti in solitaria. 



In un attimo, lasciata l'auto al parcheggio, il sentiero si perde nella fitta e incolta boscaglia. Rovi ai lati, alberi dai rami ancora carichi di foglie secche, eppure già pronti a far esplodere le nuove gemme. 






I tronchi degli alberi sono segnati a nord da spettacolari coltri di muschio; a terra, macchie di candidi anemoni che ondeggiano al vento. 






L'esercizio di estraniarsi dai rumori di sottofondo non è facile: il silenzio dell'oasi è rotto dal rombo degli aerei e degli elicotteri ( tutti oggi e tutti sopra le nostre teste, oggi?), oltre che dal suono delle campane, che rintoccano ogni quarto d'ora. Moto e auto, come ulteriore sottofondo. Poi, a poco a poco, il nostro udito si concentra su ben altre e più sublimi frequenze. Il canto degli uccellini ci circonda, risuonando ovunque.




Vecchi capanni in legno e metallo spuntano dalle sterpaglie.




Puntiamo lo sguardo, le macchine fotografiche e i registratori verso l'alto. 




Fra l'intrigo dei rami di questo bosco molto simile a quello descritto nelle favole, si intravedono i rapidissimi spostamenti di esseri in volo. Quasi impossibile immortalarli: la loro natura libera è decisamente contraria ad ogni forma di staticità fotografica! In più, il mio tele pesa un quintale e senza cavalletto l'impresa di far scatti decenti è praticamente nulla. 




Lasciamo il sentiero principale, per incamminarci verso il laghetto. I rami spinosi delle rose canine e dei lamponi frenano i nostri passi. Attorno al lago-palude l'atmosfera è ancora più fiabesca. Il silenzio è quasi assoluto. Sopra le nostre teste alcune anatre compiono evoluzioni degne da frecce tricolori, mentre un cigno si avvicina lentamente a noi, per controllare il territorio.








Il cielo si fa all'improvviso più cupo: alle nostre spalle torna l'intreccio di canti e richiami. 



Punto l'obiettivo verso un gruppo di betulle, fra i cui rami intravedo una cincia: neppure il tempo di mettere a fuoco e la perdo di vista.


Cambio obiettivo e inquadro alcune gemme




poi il mio sguardo viene nuovamente intrappolato dalla luce  al di là dell'intrigo dei rami.


a.t.


lunedì 19 marzo 2018

19 marzo 2018



Tre gradi. 
Il cielo è privo di luce.
Con il tele vedo le tue piume mosse dal vento.
Mi concentro sul tuo canto e per un attimo i rumori della città svaniscono.
Ti sposti  dalle antenne verso i tetti.
Altra pausa, altro canto.
Poi il silenzio ti accompagna mentre volteggi a terra.
Ora, immobile, sei a pochi centimetri da me.











venerdì 9 marzo 2018

9 marzo 2018



Una manciata di briciole di torta, uvette, frutta secca davanti alla finestra.
Mi apposto
, raso terra, con la mia macchina, semi-nascosta dalla tenda; i gatti, miei prodi scudieri, al mio fianco a condividere questa mia folle attesa.
Eva, la gatta sveglia, lancia il segnale: uno strano miagolio che sembra fatto di ultrasuoni. Sugo, il gatto tonto, la guarda, si guarda attorno, guarda me, si perde a guardare altro…forse non ha capito a che gioco stiamo giocando, ma vuol partecipare ugualmente.
Intanto The Black Bird è già lì che banchetta da un po’, a pochi centimetri da noi.
Il solo vetro a dividerci.
Click, click…immortalato, ma sul più bello quel tonto di Sugo fa un balzo a terra e in tutta la sua possente vastità spaventa a morte il prode volatile che sparisce in un lampo.
Eva guarda Sugo con aria di compatimento.
Quando tutto sembra irrimediabilmente perduto, ecco Codyred fare la sua fugace apparizione.
Lo “svirgolo nero” appare dal nulla e plana lì dove è scomparso il collega.
Qualche agile saltello attorno al lauto pasto  e poi ci dà le spalle, mostrando in modo irriverente il suo lato B, prontamente catturato da uno scatto partito quasi per caso.
Alla prossima…

a.t.







sabato 3 marzo 2018

3 marzo 2018

La neve e il freddo di questa mattina vi ha resi più audaci.
Oggi in tre vi siete presentati alla mia porta, immagino affamati.
La tecnica è ormai collaudata: Pettyred dall'alto lancia il segnale; Codyred plana sull'antenna dell'auto; The Bird in Black apre le danze.
Oggi ho avvistato una sentinella nuova: The Anonymous Black Bird.  Dallo spigolo del tetto  scruta, mantenendo, per oggi, le distanze.
La voce di un pasto sicuro si deve essere diffusa. ( Spero non giunga a Mr Gabbiano).













giovedì 1 marzo 2018

1 marzo 2018

Mentre seguo l'evoluzione dei fiocchi di neve, ti inquadro lontanissimo, Bird in black. Stai controllando il tuo orizzonte dall'alto delle antenne.
Tutto tace.
Tutto è più silenzioso, quando nevica.
Raggiungi il muro di confine e poi, con un rapido volo, ti avvicini  di qualche metro.
Immobile continui a scrutare.
Pettyred non si è mai mosso dalla sua postazione a terra e, con coraggio, ti copre le spalle.