sabato 28 aprile 2018

28 aprile 2018 – Oasi Lipu – Parco del Ticino – Riserva della Fagiana



Fra Magenta e Abbiategrasso, lungo le rive del Ticino, si estende l’area protetta dell’Oasi Lipu La Fagiana, rifugio e zona di recupero di molte specie di animali selvatici.

La giornata è soleggiata; la flora in piena fioritura.
Il magico silenzio, caratteristica dominante di queste aree protette, ci avvolge all’istante, per poi esplodere nel canto incrociato di innumerevoli uccelli.
Seguiamo un sentiero ben curato che, in una serie di anelli concentrici, arriva a lambire il Ticino.
Unico appunto negativo: il passaggio di troppe biciclette sportive, lanciate a inadeguate velocità.
Il bosco di carpini, querce, robinie, platani, pioppi e di qualche raro e vecchio pino fra da scudo alla luce. Le fronde degli alberi formano una fitta trama di varie sfumature di verde. Selvaggio e incantevole il sottobosco.
Una distesa di vinca selvatica è pronta a sbocciare. Felci dal lungo stelo, si contendono i pochi sprazzi di sole. L’abbondante muschio sui tronchi segna il Nord.
I rovi dalle bianche fioriture, sono già invasi dalle api. Il loro potente ronzio ci arriva con vibrazioni che paiono spostare l’aria.
Un inaspettato e intenso profumo di mughetti, mi rimbalza indietro nel passato. Strana la capacità del nostro cervello di elaborare dati olfattivi e tramutarli in immagini!
Il concerto dei volatili che ci seguono dall’alto dei rami, si interrompe d’un tratto. Un picchio è a pochi passi da noi: lo sentiamo distintamente, con quel suo velocissimo e preciso suono ritmato.
Poi, un fruscio e la repentina fuga di due animali di grosse dimensioni.
Ci guardiamo per qualche istante negli occhi senza parlare: non possono essere cinghiali, non sono segnalati in questa area. Caprioli. Sì, probabilmente sono due caprioli che abbiamo disturbato con il nostro passaggio.


a.t.





























martedì 24 aprile 2018

24 aprile 2014



A pochi istanti dal tramonto, la luce si infrange sui muri.
I profili dei comignoli si fanno più netti e gli ultimi richiami degli uccelli spezzano il ritmo del silenzio.
L’assenza di luce ha intrappolato i colori. Neri i contorni.
Nello spazio di cielo ancora per poco azzurro, si intrecciano rondini in volo.










martedì 10 aprile 2018

7 aprile 2018



Sabato 7 aprile 2018 – Destinazione: Palude di Brabbia.
Un’altra fuga dal quotidiano: a ridosso delle rive meridionali del Lago di Varese troviamo un singolare scampolo di natura compresso fa paesi e superstrade.
L'area, non correttamente segnalata ( ci si perde fra le viuzze del vicino paese di Inarzo) , è situata su un’ex torbiera, sfruttata fino alla fine della seconda Guerra Mondiale e riconosciuta come Riserva Naturale dalla Regione Lombardia nel 1983. Provincia di Varese e Lipu gli Enti individuati per la sua salvaguardia.
La giornata è particolarmente fredda. Nuvole, vento gelido. La natura abbozza i primi segnali della primavera. Gemme sugli alberi, qualche arbusto in fiore, una distesa di vinca blu nel sottobosco e l’aglio selvatico pronto a fiorire.
Un sentiero poco battuto ci conduce nel cuore del bosco: giganteschi Platani e Tigli fanno da padroni. Sui loro tronchi sono alloggiati rifugi in legno per i volatili più piccoli. Numerosi alberi portano il segno del passaggio dei picchi. Sotto, rovi intricati di pungenti rose canine pronti a fiorire.
Quasi impossibile estraniarsi dal quotidiano rumore della civiltà circostante. Solo a tratti godiamo, come fossimo in una favola, dell’incanto del silenzio assoluto rotto dal richiamo degli uccelli. ( superstrada - aeroporto - campanili in festa,  sfoggiano fastidiosi decibel a raffica)
Abbiamo però il non comune privilegio di battere il sentiero da soli: il nostro passaggio è seguito e scortato da numerosissimi volatili che, rimbalzando da un ramo all’altro, ci tengono sotto tiro.
Quasi impossibile ritrarli in foto: troppo lontani i loro punti di osservazione. L’unica occasione documentata è quella di uno splendido esemplare di usignolo, che si è esibito a pochi metri da noi.
Dal bosco, proseguiamo verso la zona paludosa, circondata da flessuosi canneti. Un laghetto ospita alcuni esemplari di germani reali e di folaghe non abituati alla presenza dell’uomo. ( Si allontanano in pochi secondi, appena avvertono il nostro arrivo).
Tutto intorno, la natura ci accoglie con il suo abbraccio.
a.t.






























giovedì 5 aprile 2018

5 aprile 2018


Mr Hooded Crow, il tuo aspetto è davvero inquietante. Sei piombato così, all'improvviso e per qualche istante The Bird in Black è ammutolito, dall'alto della sua antenna.



Voi, quattro Old Pigeons spennacchiati, che solitamente stazionate sul tetto, vi siete radunati sotto lo stesso comignolo. Immobili e insolitamente muti, osservate  la scena. ( Nessuno scatto a riprova!)








Pettyred, dopo la rapida visita di due giorni fa, non sei ancora tornato. Codyred, tu invece  attendi  l'attimo perfetto per compiere la tua incursione giornaliera, in bilico, sull'antenna della mia auto. 









Nessuno osa rubarti la scena, Mr Crow.





Ti inquadro con il tele,  seguendo i tuoi segnali mimici. 
Un enigma di cui mi sfugge la chiave di lettura.
Scandagli l'orizzonte con la calma di chi non ha bisogno di conoscere lo scorrere del tempo.
Poi, con la stessa rapidità con cui sei apparso, stendi le ali e riconquisti il cielo.

a.t.