In un solo schiocco di dita, da fine febbraio mi ritrovo a giugno.
“Si torna alla normalità” è l’imperativo corrente.
Così, dopo lo slogan del “tutto andrà bene”, ora “tutto deve tornare come prima”.
Tre mesi in trincea. Tre mesi di lacrime, sconforto, incertezze. Ora fatico a tornare alla normalità, o meglio, non riesco a ricordare cosa significhi normalità.
Camminare per strada non lo riconosco ancora come atto normale. A volte porto con me il mio Teleduecento come antidoto e rendo grazie alla vita quando mi capita di incrociare magnifiche creature.
Prima o poi, guarirò.
a.t.
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