Appostata dietro una tenda, immortalo My Bird in Black e ne seguo per tre giorni, stupita, la commovente nuova storia.
Di rimbalzo, dal cortile, capto un debole pigolio.
Zoom alla mano, ecco che individuo un piumino color terra, tutto arruffato.
Lo battezzo Merlino( mai nome più azzeccato).
E’ un piccolo merlo evidentemente fuori taglia per restare nel nido, ma ancora troppo imbranato per librarsi in volo.
In posizione “rana” zampetta avanti e indietro lungo il muro del cortile.
Ha un occhio malmesso, ma non pare ferito.
Dal balcone i miei gatti si trasformano all'istante in famelici predatori.
Li rinchiudo in casa, onde evitare azzardate manovre e salti di ringhiera.
The Bird in Black, che Madre Natura innalza a “ruolo materno”, si affanna per tre giorni in difesa del cucciolo.
Instancabile, svolazza su e giù per i tetti, procura il cibo, allieta il malcapitato con sublimi canti, improvvisa tenere lezioni di volo, difende.
Sì, difende con una grinta degna di plauso: appena qualcuno si avvicina al ciuffo pennuto, lui si materializza dal nulla, lanciando gridi acuti.
Tre giorni di affanno.
Due notti di temporali monsonici, che il piccolo supera nascondendosi fra le frasche delle mie piante.
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